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Kimona – Simona

Vi racconto una storia, il mio solito modo di raccontarvi la verità…

… il disegno, la mia vita. Sono nata con la matita in mano, mia mamma lo può confermare.

Cosa facevo da piccola? Mi divertivo a guardare mio nonno che disegnava e creava quadri con i francobolli, ma secondo voi a due anni guardavo e basta? No, dovevo lavorare con lui che aveva tutta quella pazienza che si vede nei suoi quadri, e l’aveva anche con me; non mi diceva mai no (salvo lamentarsi in seguito con mia nonna :《ma sta nipote tua sempre dietro deve starmi?》, mi metteva avanti foglio rigorosamente nero, matita bianca, forbici, colla e francobolli.. poi io andavo di astratto, lui di fiori.

Poi è arrivata l’età in cui guardavo mia nonna lavorar a maglia e cucire e mi divisi tra nonna e nonno, imparai i ferri, l’uncinetto, il cucito, avevo 6 anni ed ero in vacanza al mare con loro e la sera la passavamo sul balcone a chiacchierare, a veder le stelle e a lavorare a maglia…

ma cosa c’era di più bello che disegnarti i tuoi modelli? Io inventavo nonna eseguiva.. ero un pò cresciuta e intrapreso la mia strata da pittrice, ma mia nonna sognava di vedermi insegnare in una scuola mia di cucito (in alternativa al medico “che nu mè fa pensà ma me so bastati du anni di biologia” – leggi tutto d’un fiato)

La scuola non l’ho aperta ma in alternativa come gavetta, ho insegnato in una scuola di moda privata (non faccio il nome).

Il corso era di figurinismo e seguivo 10 ragazze che impararono a creare i loro modelli grazie alle mie schede da cui la scuola trasse un libro. Ovviamente promosse a pieni voti tutte e 10 e la cosa bella era insegnare ad allieve che erano solo un paio di anni più piccole di me.

Ogni tanto la moda ritorna, anche se ho abbandonato il figurinismo conto terzi, ma l’ho continuato ad eseguire conto famiglia, così nasce la voglia di fare qualcosa di particolare, unire varie tecniche, stili e paesi per fare qualcosa di mio.

Non penso di stare inventando chi sa cosa, e i kimoni sono storia, sono l’ indumento tradizionale giapponese, nonché il costume nazionale del Paese del Sol levantente.

E ormai le coperte di lana sono cose viste e riviste, ma io adoro tutto questo mix di cose e allora prendo matita e colori e poi cerco di trasformare il tutto in qualcosa che mi piace… siete curiosi di sapere come esce? Presto lo vedrete.

Simona.

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