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Ferri Circolari – Galeotta la volta che vi ho incontrati. Amore a prima Svista.

Maglieria, Tricot, knitwear, prendas de punto, Strickwaren.. in queste e in tutte le lingue del mondo si “fa la maglia”, e si lavora con tanti attrezzi diversi, da telai, a uncinetti, a ferri e altro.

nando

I ferri, questo magnifico attrezzo che ha origini antiche e sappiamo con sicurezza che si lavorava a maglia in antichità, ma essendo i ferri in legno e materiale biodegradabile purtroppo sono pochi i ritrovamenti fatti. In antichi testi si parlava di una lavorazione ad ago e se prima si pensava al ricamo, si è scoperto che gli aghi nominati erano talmente lunghi che probabilmente erano utilizzati come i ferri da calza. Il più antico esempio di lavorazione a maglia che abbiamo, sono delle calze in cotone egiziane risalenti al IX-X secolo, lavorate in tondo con il gioco dei 4 ferri. Questo è anche confermato dalle antiche raffigurazioni delle Madonne che lavorano a maglia (tante sono quelle che ricamano ma alcune si nota che hanno proprio dei ferri) si chiamano le “Knitting Madonnas” e sono una serie di “madonne dell’umiltà”, dipinte prevalentemente nel XV secolo, in cui Maria viene raffigurata intenta a lavorare a maglia usando un gioco di 4 o 5 ferri.

 

Un poco di storia veloce ci stava per introdurvi in quello che vi sto per raccontare e la domanda nasce spontanea: “Quando ho imparato a lavorare ai ferri?” questa si cari miei che è una storia antica, infatti il mio approccio con i ferri risale a tanti anni fa, a quando avevo 7 anni durante la mia estate a mare.

Devo dire che sapevo già lavorare all’uncinetto e la maestra è stata mia Nonna, che l’anno prima, sempre durante la vacanza estiva, mi aveva insegnato ad usare questa tecnica a causa della mia amichetta di vicino casa che lo sapeva fare e mi chiamava per lavorare insieme..quante lunghe catenelle abbiamo creato.

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“Se da piccola andavo di catenelle, da grande mi lascio trasportare dalla fantasia”

Stessa cosa è stata con i ferri. Il pomeriggio nonna e le sue amiche vicine di casa si riunivano a lavorare e noi figlie e nipoti eravamo li a guardarle. Che bei ricordi, eravamo a San Foca, località marina nel Salento.

san foca

Così ci fecero prendere i ferri in mano e dopo un “metti maglie, togli maglie, e rimetti maglie e ritoglile” e passale e via dicendo, abbiamo imparato.

Da allora ne ho fatte di cose, a cominciare da me per concludere con le mie ragazze, e proprio con loro mi sono sbizzarrita, da quando erano piccole tra copertine, golfini, cappellini e via dicendo fino alle loro richieste assurde e strane mentre crescevano. Ma devo ammettere tutto questo sempre con i solito semplici ferri da maglia. Lunghi, medi, corti, ma sempre i dritti, ho anche provato quelli a 4. ho così imparato a lavorare con i ferri tondi, ma non avevo mai fatto un lavoro completo. Ed ecco che la storia continua e mia figlia mi chiede un top. Lo disegno, lo studiamo insieme, decidiamo il colore:

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Rosso passione. Torvo il filo, acquistato da “Misterlino” un meraviglioso Knitting Caffè qui a Parma, e penso ” qui ci vuole un sistema che mi permetta di farlo senza cuciture” quindi gironzolando sul web mi imbatto in una ditta che adoro e di cui ho già utilizzato altri attrezzi, la Clover, e così decido, provo i suoi ferri circolari di bamboo ed ecco che mi arrivano:

 

Mi rimbocco le maniche e comincio il mio lavoro. Beh che dire? Amore a prima “Svista”?? ebbene si…mi è bastato uno sguardo per dire che era il tempo giusto ed ho trovato il giusto attrezzo, sembra come se quando lavoro non reggo nulla, una leggerezza dei ferri che mi soddisfa tanto e la cosa che mi piace di più è che mi sembra che il filo scivola sui ferri senza affaticarmi le mani. Insomma sembra come se il lavoro cresce solo. Mi chiederete ” Sei contenta di aver deciso di farlo così?” e non posso che rispondervi di  “SI!” sono molto contenta.

Ho scoperto che sono fatti di raffinato e resistente legno di Bamboo Takumi. ed è questo che rende piacevole e facile il lavoro. Questi che sto utilizzando io sono il n. 2.50 lunghezza 40 cm.

Beh sapete che vi dico? Spero di finire presto il Top e di fare contenta mia figlia. Intanto vi saluto e spero di non avervi annoiato e beh di esservi stata d’aiuto.

Alla Prossima,

Simona C.

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